A2 DONNE:CALABRA MACERI , PESANTE STOP IN CASA DEL PORTO SAN GIORGIO

Si conclude il girone di andata, la Calabra Maceri Rende incassa la settima sconfitta del su tredici gare disputate, la quinta su sei trasferte disputate, la terza sconfitta consecutiva esterna, la quarta sconfitta in  campo avverso in doppia cifra. Cinque sconfitte lontano da casa da non poter dimenticare, che costituiscono verdetto severo verso la campagna acquisti effettuata in estate, senza voler accusare per errori commessi né il presidente Umberto Vivona né l’allenatore Massimo Romano. Anzi, entrambi erano convinti di aver allestito un roster capace di conquistare una delle prime quattro posizioni al termine della regular season ma, che tale non si è rivelato per via di carenze strutturali, motivi anagrafici, condizione di forma non raffrontabile a quella di avversarie dall’organico più giovane, più atletico, più tecnico. Dicevamo delle sconfitte lontano da Cosenza. Un rapido film ci porta alla prima scena vissuta sul parquet di Chieti, a 50” dalla conclusione Rende era avanti di 3 punti, poi si subirono 4 punti consecutivi e si perse con un sol punto di scarto. Si parlò di sfortuna ma, anche di mancanza di “cattiveria agonistica”, un aspetto ripresentatosi nella disfatta di Firenze due settimane dopo. Firenze si impose con vantaggio in doppia cifra al termine di una gara condotta sempre in vantaggio dalle atlete toscane, unica vittoria firmata in campionato dalla compagine ultima in classifica solitaria. A questa sconfitta fece seguito quella interna rimediata all’over time affrontando Alcamo, dopo aver dilapidato un vantaggio di 23 punti. Vittoria su Pomezia in evidente difficoltà in quel momento storico della stagione, a seguire la vittoria di Orvieto su un parquet imbattuto e affrontando la squadra seconda in classifica, quarta del campionato dopo quelle concretizzate a scapito di Ragusa e Lucca. Quando si sperava di aver invertito la rotta ecco il ko interno subìto affrontando Ancona, con le marchigiane che imposero parziale di 16-0 nel corso dell’ultimo periodo. 15 punti di scarto subiti a Napoli da una squadra non certo irresistibile, vittoria su Siena, -18 a La spezia nell’infrasettimanale dell’Immacolata, stentata affermazione su Viterbo, -19 subìto sabato a Porto S. Giorgio. Nelle ultime tre gare lontano da casa ben 52 punti di scarto subiti complessivamente, con la certezza che squadre al vertice come Porto S.Giorgio e La Spezia sono lontane anni luce dalla competività tecnica della Calabra Maceri. Un futuro che, dopo la soista di fine anno, prevede altre due trasferte in tre gare, quelle di ragusa e Lucca inframmezzate dal turno casalingo che vedrà ospite Chieti.
A Porto S. Giorgio
La Calabra Maceri Rende è rimasta nella scia dell’avversaria sino al 20’, dopo aver concluso in vantaggio la prima frazione sul 17-15 e dopo essere rientrata negli spogliatoi a metà gara sul -4 del 34-38. Ma, già erano emerse negatività relativamente alle prestazioni espresse dalla Torre ma, in particolare dalla Granieri e dalla Di Battista. Se dalle pivot rendesi tutto quanto viene è oro colato, in termini realizzativi, considerata la non prolifera inclinazione ai punti a tabellino da parte della stessa Torre (5 punti) e della D’Arenzo (8), dalle “esterne” biancorosse si attende sempre quel qualcosa in più che ne giustifichi l’ingaggio in precampionato. Vale a dire che, proprio sul reparto perimetrale si erano evidenziate le aspettative più importanti da riporre nell’economia del gioco biancorosso. Detto che la Granieri e la Di Battista hanno “tirato” la “carretta” per undici delle tredici gare affrontate, è indubbio che a Porto S.Giorgio, come a La spezia, si siano rivelate determinanti, purtroppo, ai fini della sconfitta. Vale a dire che, se la Granieri realizza 5 punti con 2/7 da 2 e 0/3 da 3 con  complessivo 2/10 e, la Di Battista, realizza 7 punti con 3/8 da 2 e 0/3 da 3 per un  complessi vo 3/11, allora è evidente che  vi sia da recriminare per l’esito della gara, per le dimensioni della sconfitta, considerando soprattutto che vi era stata una serata più che positiva da parte di Francesca Strano (13 punti) con 4/5 da 2 e 5/7 ai liberi,unica a cercare di tenere la “rotta” nel corso del terzo periodo. Positiva la D’Arenzo , rispetto ad altre partite, con 4/8 da 2 ma anche 5 rimbalzi quanti quelli  conquistati dalla Torre; 7 i rimbalzi recuperati dalla Nicolini che ha concluso con 11 punti con 3/6 da 2 e 5/6 ai liberi ma, punti realizzati quando la gara era già più che compromessa. 15 minuti in campo per la Manzini (1/2 da 3 e 0/1 da 2), d’altro canto coach Romano non è che abbia al momento altre alternative dalla panchina oltre alla Manzini e alla D’Arenzo. Ha lasciato Lidia Castagna, è ritornata nella sua “dimensione” a Reggio la Catanese, non è che queste due defezioni avrebbero potuto rivelarsi, comunque, così determinanti nel corso del girone di andata, né avrebbero potuto esserlo in  prosieguo.
Il futuro
Probabilmente ai playoff la Calabra Maceri Rende vi parteciperà, ci mancherebbe altro. Il calendario del girone di ritorno prevede sette gare esterne e sei sul parquet amico. Tre trasferte i n programma nel ciclo di 4 turni iniziato sabato; tre trasferte in quattro partite fra la quinta e l’ottava giornata. Difficile ipotizzare interventi sul mercato, da auspicare una maggiore serenità nella gestione societaria. Il presidente Vivona, come sempre fatto, manterrà ogni impegno economico assunto con le atlete, con lo staff tecnico. Certo, la collaborazione fattiva da parte del “territorio” rendese e non solo potrebbe alleggerire quanto “grava” sulle spalle del dirigente biancorosso.


MARINO GENTILE


 

 

 

 

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